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Residenze per Anziani: da strutture di ricovero a luoghi d’isolamento?

Residenze per Anziani sono diventate luoghi d’isolamento e depressione a causa del covid e impossibilità di assistenza

Da oltre due anni nelle RSA, le residenze per anziani, si sta vivendo un dramma che interessa molte famiglie italiane ma passa sotto silenzio nei media e sui giornali.

Gli anziani finora sopravvissuti alla pandemia stanno soffrendo un doppio trauma, quello di essere il bersaglio privilegiato del Covid-19 e quello di essere privati della vicinanza dei propri cari.

L’isolamento degli anziani persiste senza che si siano trovate soluzioni ragionevoli per permettere che possano ricevere visite con una frequenza e in condizioni adeguate ai bisogni di un essere umano.

Nonostante tutte le precauzioni poste in essere, inclusa la tripla vaccinazione delle persone coinvolte, si mantiene un approccio emergenziale al problema e si protraggono indefinitamente le limitazioni alla libertà degli ospiti e dei loro parenti.

Vige una discrezionalità elevata, che varia da regione a regione e da una struttura all’altra, dove i direttori sanitari interpretano le direttive e le circolari emanate dal Ministero della Sanità secondo criteri discutibili.

È comprensibile che dopo le stragi verificatesi nelle RSA a inizio epidemia le strutture facciano di tutto per proteggere gli anziani e gli operatori; d’altro canto un eccesso di restrizioni alle interazioni sociali e alle relazioni parentali finisce per minare ugualmente il benessere psico-fisico degli anziani.

La scienza ha chiarito già da molto tempo l’importanza delle relazioni sociali per la salute delle persone, specialmente la vicinanza dei propri cari.

Costringere persone fragili come gli anziani a una privazione di questa portata ha conseguenze straordinariamente negative sulla loro salute, in molti casi peggiori che un infezione di Covid.

Non solo, gli anziani affetti da altre malattie vedono ridurre la loro capacità reattiva o di recupero, come conseguenza di una caduta del tono umorale o di sindromi depressive sviluppate a seguito dell’isolamento.

residenza rsa anziana depressa solitudine

Va sempre tenuto a mente che gli anziani sono più soggetti a cadere in depressione per tante ragioni, non da ultima la corta prospettiva di vita che gli rimane.

Riusciamo a immaginare cosa può rappresentare il timore di passare gli ultimi anni della propria vita vedendo i propri figli da dietro un vetro e con la mascherina pochi minuti a settimana quando va bene?

Chi non andrebbe in depressione vivendo così?

Per gli anziani affetti da demenza senile e altre patologie cerebrali degenerative la situazione è anche peggiore. Chi ha genitori con Alzheimer o Parkinson, per citare le più comuni, sa quanto sia difficile combattere il progressivo deterioramento delle facoltà mentali.

Si cerca di stimolare l’anziano in ogni modo per sostenere le abilità residue e rallentarne la perdita definitiva.

Un calvario accompagnato da dolore e frustrazione.

Dentro le RSA, lontani dai figli, con le visite ridotte al lumicino, in condizioni tristissime, le facoltà di questi anziani degradano molto più rapidamente.

Tale situazione, per di più, viene vissuta dai figli nella totale impotenza e questo genera un gran senso di colpa e di tristezza, che si riverbera su tutta la famiglia.

Come si vede, gli effetti dell’isolamento degli anziani nelle RSA coinvolgono tutta la società e sono un problema collettivo.

Non si comprende, quindi, come sia possibile sottovalutare questa dimensione sacrificando tutto in nome di un puro contenimento quantitativo dei contagi.

Arrivati a questo punto, ottenere un compromesso più equilibrato per salvaguardare la salute di tutti è una battaglia di civiltà.

L’agenzia Assistenza Famiglia di Torino è in prima linea nel combattere questa ingiustizia e nel supportare le famiglie che hanno bisogno di aiuto.

rsa anziano solo parla con famiglia via computer

Ci battiamo affinchè, con tutte le precauzioni possibili, si torni a dare accesso alle famiglie e al personale esterno a queste strutture e alle tante cliniche private della città. I nostri operatori (infermieri e OSS) sono pronti.

In tanti anni di attività, lavorando in ospedali e strutture di ricovero di ogni ordine e grado, non ci era mai capitato di essere impossibilitati a fare il nostro mestiere e assolvere così un’importante funzione sociale.

In risposta a questi eventi stiamo rafforzando la nostra capacità di intervento a domicilio per assistere a casa gli anziani e le famiglie che saggiamente optano per questa soluzione.

In questo periodo le richieste di assistenza domiciliare agli anziani sono in aumento vertiginoso e noi facciamo il possibile per non tradire le aspettative delle famiglie di Torino e provincia.

Molte le conosciamo da anni essendosi creato un rapporto di fiducia che ci inorgoglisce e responsabilizza.

Forniamo assistenza domiciliare con operatori qualificati e professionali, facendo il possibile per adattarci alle esigenze caso per caso, con interventi negli orari che ci vengono richiesti.

In caso di bisogno non esitate a contattarci, cercheremo insieme una soluzione alle vostre esigenze.

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