Il Nostro Angolo di Libertà

Con la pandemia l’ansia e la depressione tra gli anziani diventano un fenomeno di massa: stiamogli vicino.

Aumento di ansia e depressione negli anziani a causa della pandemia di Covid-19

Quella degli anziani è di gran lunga la categoria che sta soffrendo di più la pandemia; è un’ovvietà ampiamente trascurata perchè nella nostra società ai vecchi si presta poca attenzione.

L’ecatombe avvenuta nelle RSA a inizio pandemia grida ancora vendetta, così come le tante morti che si sarebbero potute evitare vaccinando prima le categorie più a rischio e poi quelle che tanto a rischio non erano, ma altre logiche hanno prevalso.

La verità è che manca nella percezione generale una reale comprensione di quanto sia difficile per gli anziani affrontare un virus che li prende di mira quando sono più vulnerabili.

Lo stesso discorso vale per tutte le persone indebolite da malattie pregresse, in particolare quelle che hanno dimostrato una pericolosità maggiore in concomitanza del Covid-19:

  • malattie polmonari e disturbi respiratori;
  • patologie che debilitano il sistema immunitario;
  • ipertensione arteriosa;
  • diabete;
  • tumore;
  • insufficienza renale;
  • obesità;
  • cirrosi epatica.

Chi ha tra i propri cari una persona tra quelle più vulnerabili è in genere più sensibile ai rischi connessi all’infezione di Covid, ancora di più quando la malattia si accompagna a un’età molto avanzata.

Non sempre i figli sono attenti a cogliere nei loro genitori gli stati d’ansia e i loro tormenti; i genitori più forti tendono a nasconderli, per orgoglio o per non suscitare preoccupazioni.

Ciò che si dovrebbe diffondere maggiormente è la consapevolezza che la pandemia minaccia la vita e aumenta l’isolamento soprattutto degli anziani, in particolare quelli che risiedono nelle RSA. Gli anziani, per di più, sono la categoria di persone più soggetta all’ansia e alla depressione.

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Ansia e depressione negli anziani

La vecchiaia rende le persone più suscettibili agli stati d’ansia e agli stati depressivi perchè, oltre a tutte le possibili cause che l’accomunano alla giovinezza e alla maturità, è una fase della vita che implica un notevole sovraccarico di tormenti e preoccupazioni.

L’anziano è fragile per costituzione ed è costretto a sopportare il moltiplicarsi delle minacce e delle fonti di rischio alla sua integrità fisica e psicologica:

  • insorgenza di malattie e disabilità;
  • percezione del proprio deterioramento;
  • stanchezza fisica e psicologica;
  • accresciuta percezione di fragilità;
  • perdita di autonomia;
  • senso di inutilità;
  • perdita del coniuge;
  • isolamento sociale;
  • corta prospettiva di vita;
  • ecc.

Questi elementi di realtà minano la serenità degli anziani e causano un’ansia che può crescere fino ad assumere connotazioni patologiche. Una condizione di questo tipo può esordire anche all’improvviso, compromettendo il benessere e l’indipendenza di una persona fino a quel momento in ottima salute.

Gli stati d’ansia si manifestano sempre come esperienza soggettiva di angoscia o attesa apprensiva, provocando l’iperattivazione del sistema nervoso autonomo.

I sintomi che si possono presentare, con intensità diversa a seconda dei casi, sono:

  • Irrequietezza
  • Irritabilità
  • Tensione muscolare
  • Stanchezza e nevrastenia
  • Tremore
  • Respirazione accelerata
  • Palpitazioni
  • Vampate di calore
  • Sudorazione eccessiva
  • Secchezza delle fauci
  • Nausea
  • Vertigini
  • Diarrea
  • Minzione frequente
  • Iperreattività agli stimoli
  • Ipervigilanza
  • Difficoltà di concentrazione
  • Insonnia

Livelli elevati d’ansia provocano sintomi simili a quelli causati da malattie cardiovascolari, neurologiche ed endocrine, inducendo a credere di esserne affetti con un’ulteriore incremento d’ansia e ricadute negative a livello psicologico.

L’eccessiva preoccupazione per la propria salute fisica può condurre alcune persone a sviluppare l’ipocondria.

In generale, un costante stato d’ansia accentua il declino della capacità di concentrazione, attenzione e memoria. L’insonnia, quasi sempre presente, compromette ulteriormente l’agilità cognitiva dell’anziano.

Tutti questi aspetti possono facilmente innescare circoli viziosi che rendono più difficile recuperare una condizione di benessere accettabile.

Le stesse fonti d’ansia possono generare o alimentare stati depressivi che a loro volta indeboliscono le difese immunitarie e accentuano il deterioramento psicofisico del soggetto.

Porre un argine a questo processo degenerativo non è sempre facile, ma su un punto studiosi ed esperti non hanno dubbi: la solitudine e l’isolamento dell’anziano è sommamente pernicioso per la sua salute.

Combattere la solitudine e l’isolamento degli anziani

Tutti gli studi sul fenomeno dell’invecchiamento sottolineano l’importanza delle relazioni e del contatto sociale per la salute degli anziani.

Il discorso sarrebbe analogo per le altre fasce d’età, ma nella giovinezza e in età adulta il rischio di solitudine è decisamente minore per ovvi motivi.

Ciò che si verifica, con il sopraggiungere della vecchiaia, è il lento e progressivo ritiro dell’anziano dalla vita lavorativa e da quella sociale. Piano piano vengono meno le relazioni informali, quelle di vicinato, la frequentazione degli amici e, in alcuni casi, si riducono drasticamente anche le relazioni familiari.

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La morte del coniuge, i figli lontani, i parenti assenti, per vari motivi l’anziano può trovarsi in una condizione d’isolamento che può essere aggravata da disabilità fisiche e/o cognitive. I nipoti sono un formidabile sostegno psicologico e la loro presenza aiuta i nonni a stare meglio con se stessi e con il mondo.

La socialità è così determinante per il benessere dell’individuo, che viene considerata un fattore predittivo di mortalità alla pari del fumo, del colesterolo alto, dell’obesità o di un’eccessiva pressione arteriosa.

Inoltre, per ricollegarci a quanto detto in precedenza, esiste una correlazione evidente fra sofferenza per solitudine e:

  • ansia
  • depressione
  • agitazione e irrequietezza
  • insonnia
  • decadimento cognitivo
  • demenza

La solitudine è associata anche a un aumento dell’attenzione e dell’ipervigilanza riguardante segnali sociali negativi di rifiuto o esclusione.

Negli anziani in età avanzata o con maggior deterioramento cognitivo l’isolamento aumenta sensibilmente anche l’irrequietezza, la rabbia e la sospettosità.

Questi fenomeni, già presenti in epoca prepandemica, si sono enormemente accentuati con il Coronavirus.

Si capisce, quindi, come la pandemia stia mettendo sotto pressione gli anziani non solo con una minaccia diretta all’esistenza, ma anche come causa di provvedimenti (il confinamento obbligatorio) che ne aumentano l’isolamento e l’emarginazione. Oggi più che mai la solitudine dell'anziano è un dramma sociale.

Mentre i contatti sociali, e financo fisici, si riducono all’osso, la salute fisica e mentale degli anziani si riduce.

Le restrizioni al contatto sociale, fra l’altro, preoccupano anche familiari e caregiver. L’impossibilità di stare vicino e asssistere adeguatamente i propri cari, aumenta il senso d’impotenza e di colpa creando un circolo negativo che coinvolge tutta la famiglia e non solo gli anziani.

La situazione, dunque, è davvero preoccupante, richiede che istituzioni, associazioni, cooperative, agenzie e singoli cittadini alzino il livello di attenzione e impegno attivo per proteggere i nostri vecchi.

Ma è vietato disperarsi. Figli, parenti e amici, possono far proprie alcune accortezze e prendere piccole iniziative per aiutare i loro cari in difficoltà.

Come aiutare gli anziani a stare meglio?

Quando è possibile andandoli a trovare e uscendo con loro. È un’altra ovvietà, ma quanto lo facciamo?

Quando gli anziani stanno ancora bene fisicamente spronarli a uscire e viaggiare è molto positivo.

spronare anziani a viaggiare per combattere depressione

È importante comunicare, condividere riflessioni ed emozioni, fargli sentire che contano, ascoltarli di più, non minimizzare il loro malessere.

Alla comprensione e alla vicinanza emotiva bisogna affiancare discorsi più leggeri, includendo forme di progettualità che offrano un orizzonte di senso, un futuro meno cupo del presente.

Quando la quarantena e i divieti di aggregazione impediscono la vicinanza fisica, si può ricorrere all’uso della tecnologia per mitigare la solitudine.

Aumentare la frequenza delle chat e dei messaggi telefonici è di conforto per molti anziani. I messaggi vocali hanno un impatto ancora migliore, le telefonate e soprattutto le videochiamate sono un toccasana.

È intuitivo, ma lo confermano studi recenti (Teo e Markwardt, 2019): le videochiamate riducono sensibilmente le probabilità di sviluppare sintomi depressivi. Inoltre, quotidiane conversazioni video hanno effetti benefici a livello cognitivo (Dodge e Zhu, 2015).

Infine, quando la quarantena non lo impedisce, un grande aiuto lo può fornire l’assistenza domiciliare privata.

anziani assistenza domiciliare privata

Non solo nei casi in cui l’anziano o il malato non siano autosufficienti, ma anche come supporto psicologico e presenza amica, un assistente domiciliare fa sempre la differenza, facendo compagnia e aiutando in casa.

In presenza di patologie serie un infermiere a domicilio assicura prestazioni infermieristiche professionali, monitoraggio del paziente e supporto psicologico.

Negli altri casi la figura di un operatore domiciliare rassicura l’anziano e la famiglia svolgendo mansioni quali:

  • sostituzione temporanea di badanti conviventi;
  • veglia notturna e vigilanza diurna;
  • compagnia in caso d’insonnia;
  • supporto emotivo per contenere paure e ansietà;
  • attività ludiche e stimolazione cognitiva;
  • disbrigo di commissioni;
  • preparazione dei pasti;
  • pulizia della casa;
  • assistenza nell’assunzione di medicine e farmacoterapia;
  • ecc.

Tutti gli operatori di Assistenza Famiglia di Torino sono consapevoli della delicatezza del compito e della gravità del momento.

Facciamo il possibile per venire incontro ai bisogni degli anziani e delle loro famiglie offrendo la massima flessibilità e la nostra totale dedizione al lavoro di cura.

Non esitate a chiamarci in caso di necessità, insieme supereremo anche questo.

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